1960, la rivoluzione della moda.

Casual, vestiti eleganti, sneakers, tacchi a spillo e zeppe, stili diversi per ognuno di noi. La moda in qualche modo ci regala una libertà molto importante: quella di esprimere il nostro modo di essere.

Sembra così scontato oggi fare shopping, acquistare capi firmati e non, scegliere cosa indossare tutti i giorni, ma è realmente così scontato come sembra? Cosa c’è dietro tutto questo?

Come in tutte le mie passioni cerco di approfondire l’argomento che mi incuriosisce, in questo caso la moda, così sono tornata indietro di cinquantotto anni ripercorrendo il passato di quello che oggi può sembrare un argomento scontato e banale.

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L’abito fa il monaco

Dall’inizio degli anni ’90 sino al 1960 infatti la moda era “un’imposizione” da parte dei grandi stilisti, loro ricreavano il proprio stile che veniva seguito dalle persone in base alla classe sociale a cui appartenevano. Possiamo dire che la moda apparteneva alle persone importanti e non alla strada, insomma, lo stile di vita di ognuno si riconosceva dall’abbigliamento.

Dal 1960 però la Francia, si trovava nel bel mezzo della rivoluzione giovanile, alla quale seguivano Italia e Inghilterra, per ribellarsi agli schemi che la società imponeva. Un ruolo fondamentale l’hanno avuto le ultime citate: in Italia, oltre al cambiamento radicale della mentalità giovanile ribelle, era in atto un vero e proprio cambiamento nella storia delle industrie che iniziavano a creare prodotti adattandosi alla società in rinascita; mentre in Inghilterra scoprivano quello che noi ora definiamo fenomeno degli “influencer”, persone che influenzavano nel modo di fare e nel modo di vestire, tanto che i giovani ribelli, usciti di casa, si cambiavano abiti di nascosto in modo da potersi sentire se stessi senza “offendere” la volontà della famiglia.

La nascita della moda democratica.

Ma volete sapere chi era la Chiara Ferragni del 1968? I Beatles. Proprio così, loro avevano un impatto molto significativo nella storia della moda: non era più la gente a doversi adattare ad essa, ma esattamente il contrario. I fan di un gruppo musicale ritrovavano il proprio stile in quello dei loro idoli, mentre quelli che non facevano parte di nessun gruppo sociale sceglievano uno stile tutto loro, senza dover rendere più conto a uno schema ben preciso.

Finalmente arrivati alla libertà assoluta nella scelta dello stile, la vera evoluzione di questo periodo era lo scambio tra le forme artistiche: i cantanti, per esempio, iniziavano A fungere da vera e propria vetrina per il commercio mondiale delle industrie di moda. Gli stilisti cominciavano a produrre prodotti in base al gruppo di artisti di tendenza e non più in base al loro stile, cambiando forme, volume e colori, tenendo conto del comportamento della nuova società.

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Dior, per esempio, aveva mantenuto uno stile classico e molto elegante, amato dalle persone che appartenevano ad una classe sociale alta, persone “per bene”; e mentre le distinzioni tra classi sociali e persone di molta o poca educazione diminuivano, il successore del grandissimo stilista iniziava ad adattarsi alla “moda riformata”, mantenendo il suo stile inconfondibile e adattandolo allo stile di tendenza.

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La moda non è fatta solo di vestiti, accessori, borse e scarpe, ma diventa, grazie agli anni ’60, l’espressione del nostro modo di essere. La moda è storia, è un arte che possiamo interpretare a modo nostro.
La moda è un mezzo per sentirsi a proprio agio in ogni occasione, viene creata da ognuno di noi. Prendete ispirazione ma siate sempre voi stessi.

E come diceva la grandissima Coco Chanel:

per essere unici bisogna essere diversi.

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Un ringraziamento speciale ai giovani degli anni ’60 che ci hanno regalato il piacere di alzarci la mattina potendo scegliere l’abbigliamento in base al nostro umore o all’occasione. (Anche se, non avendo scelta sul come vestirmi, di sicuro recupererei ore e ore passate di fronte alla cabina armadio o di fronte alle vetrine dei negozi 😉 ). Fossi nata cinquant’anni fa, probabilmente, sarei stata una delle ribelli rivoluzionarie, 😛 voi?

Spero che questo articolo sia stato di vostro gradimento 🙂

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